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Peschici

Two historic church, P. Sarnelli and M.
Knights in 1680 say that the origins of Peschici be ascribed to Schiavoni or
Slavs, called by Otto I to relieve the Gargano from Saracens.
Pompey Sarnelli also writes the year, 970.
Both historians indicate Sueripolo the head of the Slavs,
because the Sarnelli writes: "Sueripolo, Captain of the Slavs, with his army
discacciò way from the Saracens Monte Gargano" the victorious Slavs "were
rimunerati by, making habitare in camp St. Vitus in Gargano, dividendogli
two Colonie one that Vico, the other Peschici.
The name itself is probably Peschici of Slavic origin, in fact
the root Slavic pès, pèsc
Refers to the sand, Slavic toponyms pjèskusa and Russian pèski
indicate sandy soil.
Numerous raids were the Saracen dall'866 to 969 on the coasts
garganiche that went into the tenth century.
One thing is certain, Peschici in the XI century was certainly
inhabited, and this is confirmed in a document, Chartula offertionis in S.
Mary Devia of 1053, which appears for the first time the name, and where was
that three Slavs lived "... intus Castle Pesclizo ..."[ Cod. Dipl. Shivers,
doc.47> (The Byzantines with the term "Castle" designated centres fortified
minors).
Under the feudal system introduced by the Normans found, in
1154, under the Peschici County Lesina. During this period rose from a
feudal lord to another.
In 1177, the feud is under Monte Sant'Angelo, donated by William
II Buono said his wife Joan of England.
Under the domination of the Swabians, Peschici passed dramatic
moments in contention between Empire and the papacy.
A reporter of time tells us that in September 1239, 25 Venetian
galleys sent by Pope Gregory IX against excommunicated Frederick, "and take
prostrano Bestice (Peschici) and Beasts (Vieste).
Federico will reconstruct the fortifications of the two centres.
Under the dynasty Angioina, Peschici is among the few countries
faithful to King Charles, at the time of the coming of Corradino of Swabia
(1267).
In 1274 he attended with Bari, Monopoli, Trani, Vieste and
Ortona Pugliese to the fleet of Omis, a city of the Dalmatian coast.
In 1401, the feud goes to King Ladislaus of Durres.
During the domain Aragonese, Gargano (1458) supported the barons
against the new king Alfonso, who in 1462 occupied the Gargano who went to
Giorgio Skanderberg, ally of the Spanish sovereign.
Against the background of this scenario is always present Venice,
the city that controls all maritime traffic to the East and the Adriatic
coasts: between 1469 and 1586 Peschici appears in 23 papers and portolani,
most of them written by geographers Serenissima.
In addition, other documents was that Peschici ragusee ships are
built between 1550 and 1570:
"Ser Antonio de Stephano de Ser Ragusio et de Marco Johanne
companies are building a ship in the scope of carra 250. Company building
debia be Peschize land. The dispesa will ducats 500 [Cod. Dipl. Barl. Vol.
10, No 28> "In Peschize de Gargano built a ship pro Johannis de part de
Ragusio Christmas, Baroli commorantis". The calefatore is Marinus de Ragusio.
[Cod. Dipl. Barl. Vol. 10, n.380>
After the Franco-Spanish war for possession of the kingdom of
Naples, but especially after the raids ennesime Turks, which we witness in a
manuscript of Timothy Mainardi (Reasons of the Monastery of St. Mary
Tremiti, 1592), mentioned in the the 1554 massacre of Vieste, where there
were thousands of victims, and the 1567 siege of Shivers, it was decided to
build ten towers along the coasts of Capitanata.
Five years later the number of towers rises to 21 and between
them there are the Monte Pucci and the Calalunga, which was then diroccata
in 1570.
The first description of the Peschici we Sarnelli in 1676: "Earth
Baronial. And 'situated in prominent place, and enjoy the view of the sea ".
He writes that the town is contained in the walls of enclosure:
outside the churches of Our Lady of Loreto and Santa Maria di Sfilzi, the
convents of Calèna, S. Francis and S. Nicholas.
Drought or one of the recurring invasions of locusts (1663) did
many victims to decimate the population significantly.
In'700 plaque placed on a fence Baronial, in the historical
center, attests to Peschici belonging to the Prince of Ischitella Emmanuel
Pinto.
During the insurgency antiborbonca Entire Gargano will
constitute sales, carbonare associations, and in 1848 the peschiciano
antiborbonico-liberal and active politician, poet and writer Joseph Libetta
(known why commander of the first ship to steam osò cross the Mediterranean
, Ferdinand I, which sailed from Naples on September 27, 1818) enters the
House of Savoy born in the Constitution.
The plebiscite of 1860 nearly 40% of peschiciani voted in favour
of the Bourbons.
In 1865 the isolation of Promontory Garganico is broken thanks
to the construction of the road circum Gargano, the current SS 89.
In 1931 the railroad arrived in 1939 and was completed the
Aqueduct Pugliese.
Despite the battles during the fascist regime for the increase
in population and production of wheat, Peschici the census of 1936 increased
by one third but it is also increasing the phenomenon of emigration.
Not better the situation of war, in fact, with the increasing
population does not grow jobs and livelihoods, but only the number of
emigrants.
Only with the advent of tourism around 1960 there will be
improvements that will bring many fruits still visible.
Due storici ecclesiastici, P. Sarnelli e
M. Cavalieri nel 1680 affermano che le origini di Peschici vanno fatte risalire agli Schiavoni o
Slavi, chiamati dall'imperatore Ottone I per liberare il Gargano dai Saraceni.
Pompeo Sarnelli scrive anche l'anno, il 970.
Entrambi gli storici indicano in Sueripolo il capo di questi Slavi, infatti il
Sarnelli scrive: “Sueripolo, Capitano degli Slavi, col suo esercito discacciò
affatto i Saraceni dal Monte Gargano” i vittoriosi Slavi “furono rimunerati
dall'Imperatore, facendogli habitare nel campo di S.Vito in Gargano,
dividendogli in due Colonie l'una detta Vico, l'altra Peschici”.
Il nome stesso di Peschici è probabilmente di origine slava, infatti la radice
slava pès, pèsc
si riferisce alla sabbia, i toponimi slavo pjèskusa e russo pèski indicano suolo
sabbioso.
Numerose furono le incursioni Saracene dall'866 al 969 sulle coste garganiche
che andarono a finire nel X secolo.
Un dato è certo, Peschici nell'XI secolo era sicuramente abitata, e ciò è
confermato in un documento,la Chartula offertionis in S. Maria di Devia del
1053, in cui appare per la prima volta il nome, e in cui si attesta che tre
slavi abitavano “...intus Castello Pesclizo...”[Cod. Dipl. Tremiti, doc.47> (I
Bizantini con il termine “Castello” designavano i centri fortificati minori).
Con il sistema feudale introdotto dai Normanni ritroviamo, nel 1154, Peschici
sotto la contea di Lesina. In questo periodo passa da un feudatario all'altro.
Nel 1177 è sotto il feudo di Monte Sant'Angelo, donato da Guglielmo II detto il
Buono alla moglie Giovanna d'Inghilterra.
Sotto il dominio degli Svevi, Peschici passò momenti drammatici nella contesa
tra impero e papato.
Un cronista del tempo ci riferisce che nel settembre 1239, 25 galee veneziane
mandate da Papa Gregorio IX contro lo scomunicato Federico, “prendono e
prostrano Bestice (Peschici) e Bestie (Vieste)”.
Federico farà ricostruire le fortificazioni dei due centri.
Sotto la dinastia Angioina, Peschici è tra i pochi paesi fedeli a re Carlo, al
tempo della venuta di Corradino di Svevia (1267).
Nel 1274 prende parte con Bari, Monopoli, Trani, Vieste e Ortona nella flotta
pugliese all'assedio di Almissa, città della costa Dalmata.
Nel 1401 il feudo passa a re Ladislao di Durazzo.
Durante il dominio Aragonese, i garganica appoggiarono (1458) i baroni contro il
nuovo re Alfonso, che nel 1462 occupò il Gargano che andò a Giorgio Skanderberg,
alleato del sovrano spagnolo.
Sullo sfondo di questo scenario è sempre presente Venezia, la città marinara che
controlla tutti i traffici verso l'Oriente e le coste dell'Adriatico: tra il
1469 e il 1586 Peschici compare in 23 carte e portolani, gran parte dei quali
redatte da geografi della Serenissima.
Inoltre, in altri documenti è attestato che a Peschici si costruiscono navi
ragusee tra il 1550 e il 1570:
“Ser Antonio de Stephano de Ragusio et Ser Marco de Johanne fanno costruire in
società una nave de la portata de carra 250. Ditta costruzione debia avvenire in
terra Peschize. La dispesa sarà di ducati 500” [Cod. Dipl. Barl., vol. 10, n.28>
“In Peschize de Gargano si costruisce una nave pro parte Johannis de Natale de
Ragusio, Baroli commorantis”. Il calefatore è Marinus de Ragusio. [Cod. Dipl.
Barl., vol. 10, n.380>
Dopo la guerra franco-spagnola per il possesso del regno di Napoli, ma
soprattutto dopo le ennesime scorrerie dei turchi, di cui abbiamo testimonianze
in un manoscritto di Timoteo Mainardi (Ragioni del Monastero di S. Maria delle
Tremiti, 1592), si ricorda nel 1554 la strage di Vieste, in cui ci furono
migliaia di vittime, e nel 1567 l'assedio di Tremiti, fu decisa la costruzione
di dieci torri lungo le coste della Capitanata.
Cinque anni dopo il numero delle torri sale a 21 e tra esse ci sono quella di
Monte Pucci e quella di Calalunga, che poi fu diroccata nel 1570.
La prima descrizione di Peschici l'abbiamo dal Sarnelli nel 1676: “Terra
Baronale. E' situata in luogo eminente, e che gode della veduta del mare”.
Scrive dell'abitato che è contenuto nelle mura di recinzione: fuori le chiese
della Madonna di Loreto e di Santa Maria di Sfilzi, i conventi di Calèna, S.
Francesco e S. Niccolò.
La siccità o una delle ricorrenti invasioni di cavallette (1663) fecero tante
vittime da decimare sensibilmente la popolazione.
Nel ‘700 una lapide posta sul Recinto Baronale, nel centro storico, attesta
l'appartenenza di Peschici al Principe d'Ischitella Emanuele Pinto.
Durante l'insurrezione antiborbonca in tutto il Gargano si costituiscono le
vendite, le associazioni carbonare, e nel 1848 il peschiciano
antiborbonico-liberale nonché attivo uomo politico, poeta e scrittore Giuseppe
Libetta (noto perché comandante del primo bastimento a vapore che osò varcare il
Mediterraneo, il Ferdinando I, che salpò da Napoli il 27 settembre 1818) entra
nel Parlamento nato dalla Costituzione Sabauda.
Al plebiscito del 1860 quasi il 40% dei peschiciani votò a favore dei Borboni.
Nel 1865 l'isolamento del Promontorio Garganico è rotto grazie alla costruzione
della strada circum garganica, l'attuale S.S. 89.
Nel 1931 arriva la ferrovia e nel 1939 viene ultimato l'Acquedotto Pugliese.
Nonostante le battaglie durante il regime fascista per l'aumento della
popolazione e della produzione del grano, Peschici al censimento del 1936
aumenta di un terzo ma è in aumento anche il fenomeno dell'emigrazione.
Non migliore è la situazione del dopoguerra, infatti, con la popolazione in
aumento non cresce l'occupazione e il tenore di vita, ma solo il numero di
emigranti.
Solo con l'avvento del turismo intorno al 1960 ci saranno dei miglioramenti che
porteranno molti frutti visibili tutt'oggi.
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