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  B&B Maresol Puglia

 

 

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                                                            Mare e San Giovanni Rotondo: Visita a san Pio

                                         1 giorno in camera Bed and Breakfast € 35,00 a persona  (incluso il servizio cortesia)

                                                               Cell. 368 7189672  Tel. +39  0884 702279

                                                                                                                        (Il servizio finisce  il  29 giugno)

Nella gastronomia locale uno degli elementi centrali è il pane, prota­gonista di alcune preparazioni che danno un'idea molto precisa della cultu­ra gastronomica del territorio, come le bruschette di pane raffermo abbrustolito o ammorbidito nell'acqua, condito con pomodori, cipolla cruda tagliata, origano ed olio di oliva, o, nel caso della bruschet­ta tradizionale, soltanto con olio di oliva, dopo aver strofinato sul pane uno spic­chio di aglio crudo. La tradizione degli antipasti è legata al mare ed impone il "cru­do", frutti di mare oppure alici sventrate ed appena scottate con succo di limone, o ancora il cosiddetto fragagghiamme, piccoli pesci da consumarsi crudi oppure in frittata. A Pasqua è tipico aprire il pasto con il bene ditte, fatto di uova sode, sala­me, formaggio ed arance affettate. Il pane trionfa anche in tema di mine­stre, con il saporitissimo pancotto, che nella versione più semplice viene condito con olio di oliva e accompagnato da ve dure selvatiche raccolte nel Tavoliere, come la rucola e i marasciuoli, e patate.

Un altro posto di rilievo tra le minestre occupano le cicorie selvatiche condite con la purea di fave, e la minestra maritata, in cui scarola, cicoria, sedano e finocchietti vengl no cotti in brodo di carne e insaporiti con pancetta di maiale soffritta e abbondate pecorino grattugiato. Tipici del menu pasquale sono invece i cardoncelli con l'agnello e l'uovo. La verdura, soprattutto quella selvatica, costituisce uno dei piatti forti del cultura gastronomica locale. Versatile e gustosa, dà origine ad uno dei piatti più tipici, la tiella, a base di patate arricchite, secondo disponibilità e preferenze, da pomodori, formaggio pecorino grattugiato, pangrattato, origano, prezzemolo, funghi, tutto sistemato pazientemente a strati.

 

Naturalmente, anche la pasta - specie quella fatta in casa - è un pilastro fondamentale degli itinerari del gusto in Capitanata: tra le tante varietà si ricordano i cicatelli, da condire con pomodoro fresco, l'immancabile olio di oliva, ricotta dura grattugiata. La tradizione vuole che le verdure vengano accompagnata da pasta corta, come i cavatelli, o le strascinate, una versione particolare di orecchiette da condire con finocchietti, patate e rucola, marasciuoli, cime di rapa, cavoli, asparagi, volte con pomodori. Fanno eccezione alla regola della pasta corta i funghi, che in provincia di Foggia sono presenti in numerose varietà. Il tipo di pasta che meglio accompagna sono i troccoli, una sorta di spaghetti piuttosto spessi che si ottengono incidendo una sfoglia di pasta di semola con uno speciale attrezzo detto troccolaturo, da condire con sugo di pomodoro fresco e funghi appena saltati in padella. I primi a base di carne sono quasi tutti legati alla carne d'agnello: troccoli od orecchiette si abbinano molto bene con il ragù d'agnello o con l'agnello a cutturiello (tipico del capoluogo e della vicina Rignano Garganico), cioè cucinato prati camente solo in acqua, e successivamente condito con aglio ed olio. Tipicamente foggiani sono invece i troccoli conditi con il ragù a base di galluccio: si mangiano rigorosamente il 15 di agosto, giorno della festa patronale dell'Assunta, mentre il galletto, ripieno di uovo e mollica di pane, costituisce un apprezzabile secondo. Vanno ricordate anche le ciammaruchelle piccole lumache che si trovano nei campi soprattutto dopo le piogge, che si mangia dopo averle spurgate per qualche giorno ed averle lessate, condite con sugo pomodoro fresco o con aglio e menta fresca tritata. La carne d'agnello offre innumerevoli possibilità anche nel campo delle portate successive, nobilitando ad arte ingredienti"poveri". Le budella di agnello, lavate e risciacquate, quindi avvolte su un ripieno a base di animelle, abbondante prezzemolo e formaggio, sono ottime cotte sulla griglia. Più o meno delle dimensioni di un dito, prevedono anche una versione di maggiori dimensioni, detta cazz'marre, che viene invece cotta in forno con patate. Altrettanto ingegnosa la pideja, sorta di tasca ricavata dalla pancetta di agnello e riempita con uova, formaggio pecorino, prezzemolo, legata per impedire che il ripieno fuoriesca, e cotta in abbondante sugo di pomodoro: il ragù che si ottiene è ottimo anche per condire la pasta.

Se si parla di pesce, si parla soprattutto di zuppa. A Manfredonia fanno la ciambotta, utilizzando i pesci del golfo (alcune particolari specie, come gli sbarroni, spinosissimi ma molto saporiti, sono decisamente indispensabili per una buona zuppa) che vengono conditi con una salsina fatta con olio, cipolla e pomodoro. Altre ghiotte specialità garganiche sono gli spaghetti con il sugo di aragosta (Tremiti) o d'anguilla (Lesina), mentre sono diffusi un po' dappertutto i troccoli con il sugo di seppia, piatto unico in cui il sugo di pomodoro fresco accompagna delle grosse seppie, ripiene di mollica di pane, prezzemolo ed aglio. Con le portate successive si entra nella grande tradizione culinaria dell'Adriatico, pesce azzurro cucinato in tortiera, pesce alla brace (soprattutto orate e cefali), ma anche specialità locali, come le triglie di Manffedonia, da gustare soprattutto fiitte o al cartoccio, o le anguille e i capitoni di Lesina e Cagnano Th.rano, alla brace, affumicati, in scapece (in salsa d'aceto ed aglio) oppure all'acqua marina, quando si lasciano cuocere semplicemente al sole e condite solo con olio ed aceto. li capitone, meno grasso dell'anguilla, costituisce un appuntamento d'obbligo per in menu natalizio, quando si mangia generalmente fiitto.

I dolci tipici sono legati alleprincipali festività. San Giuseppe si festeggia con le zeppole , ciambelle di pasta fritte e insaporite con crema e canditi di amarena. A Pasqua, si prepara  la scarcella, ciambella ricoperta di glassa di zucchero e decorata. C'è perfino un dolce per i morti, il cosiddetto grano cotto, a base di grano bollito e poi insaporito con vino cotto, cannella, canditi, cioccolata in pezzi, noci, chicchi di melograno. Invernale è anche il sanguinaccio, a base di sangue di maiale insaporito con zucchero e cacao. Infine Natale, troviamo dalle cartellate, a base di pasta sottilissima, impastata col vino bianco e fritta, quindi condita da abbondante vino cotto; ai calzoni, ripieni di mostarda d'uva oppure di purea di ceci dolcificata e bagnati con vino cotto o miele. Da ricordare infine la pizza alle sette sfoglie, tipica di Cerignola, sette strati di sfoglia sottilissima inframmezzati da noci tritate, cioccolata, zucchero ed altre simili golosità.

l vino di Puglia, infine,  vanta una tradizione enologica antichissima che può contare oggi su alcune D.O.C. di tutto rispetto (San Severo Bianco, Rosato e Rosso; Cacc'e Mitt di Lucera, Cerignola Rosso, atta. uova Rosato). D.O.C. ma non solo: oggi a San Severo e a Lucera si confezionano vini giovani e spumanti che non temono confronti. I vitigni tipici della zona sono l'uva di Troia e il Bambino. Vini di notevole qualità sono anche quelli di Lesina, il moscato del Gargano e, seppure sempre più difficile da trovare, il ribollito che si confeziona a Trinitapoli, San Ferdinando e Lucera usando particolari tecniche che fanno aumentare sensibilmente la gradazione alcolica.

                                                                                                                               Ricette tipiche
                                                                                        
                                                                                                                             
  Cozza fritte

500 g di cozze, 50 g di farina, 1 uovo, sale e pepe.

Lavate bene le cozze, sistematele in un tegame con coperchio e lasciatele aprire a fuoco lento. Eliminate le valve. In un piatto mettete la farina e in un altro l'uovo battuto. Passate il frutto prima nella farina e poi nell'uovo e friggete in abbondante olio bollente. Servite ben caldo.

Pasta e ceci

200 g di ceci, 200 g di tagliatelle fatte in casa, sedano, cipolla, aglio, olio d'oliva, sale.

Ammorbidire i ceci per un giorno in acqua fredda. Trascorso il tempo necessario versateli in una pentola, copriteli con acqua fredda e salata, aggiungete l'odore del sedano, la cipolla tagliata in due, uno spicchio d'aglio e lasciate bollire a fiamma bassa per tre o quattro ore fino a quando i ceci non saranno cotti. Unite poi la pasta e quando anche questa sarà pronta versatela nei piatti e conditela con l'olio d'oliva.

 

Tagliatelle al limone

 

300 gr. di fettuccine, 100 gr. di burro, 100 gr. di panna da cucina, 1 scorza di limone grattugiato, parmigiano grattugiato.

Porre in una casseruola il burro, la panna, la scorza di limone ed il pecorino. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e condirla con il sugo preparato. Aggiungere il parmigiano, amalgamare il tutto e servire in tavola.

 

 Agnello con le patate al forno

2 kg di agnello con l'osso, 2 kg di patate, olio d'oliva, 2 spicchi d'aglio, mezza cipolla, pangrattato, 20 pomodori pendolini, un bel rametto di rosmarino fresco, vino bianco secco, sale e peperoncino.

In una grande teglia di alluminio, "lu stanàtu", che possa andar bene anche sulla fiamma oltre che nel forno, si metta un bicchiere d'olio d'oliva, quindi si mettano i pezzetti d'agnello ben lavati sotto acqua corrente. Si uniscano gli spicchi d'aglio schiacciati con la lama d'un coltello e gli aghi di rosmarino su tutta la superficie. Si ponga la teglia sulla fiamma e a fornello alto si faccia rosolare l'agnello nell'olio, si unisca la cipolla tagliata a fettine sottilissime, quindi si pelino le patate e, dopo averle tagliate a spicchi grossi, si mescolino all'agnello, poi si condiscano con il sale e il peperoncino, si mescolino ancora utilizzando una grossa spatola, poi si metta la teglia in forno già caldo a 220° e si faccia cuocere agnello e patate, spruzzando prima col vino bianco e poi, se necessario, anche con un mestolino di acqua calda. 5 minuti prima di togliere l'agnello dal forno, si cosparga di pangrattato e si faccia rosolare sotto il grill.


 
Orecchiette con cime di rapa

400 gr di orecchiette, 400 gr di cime di rapa, spicchi d'aglio, pezzetti di filetti di acciuga, olio extravergine d'oliva e sale.

Lessare in abbondante acqua salata le orecchiette. Dopo qualche minuto gettare insieme alle orecchiette le cime di rapa (che sono più rapide in cottura).
Mentre cuociono, sciogliere in abbondante olio i pezzetti di acciuga con l'aglio facendo attenzione a non scurirlo.
Scolate le orecchiette versarle in una terrina da portata e condirle con l'olio con l'acciughe.

  Sformato di pasta con le melanzane

400 gr di sedani rigati, 2 kg di pomodori, 1 kg di mozzarelle, 1/2 kg di melanzane, parmigiano grattuggiato, 1 cipolla, olio extravergine d' oliva, sale q.b. Polpettine: 200 gr di carne di vitello macinata, 200 gr di mollica di pane, latte, 1 uovo, sale q.b.

Soffriggere la cipollain poco olio, unire la salsa ed il sale e lasciar cuocere per mezz' ora circa. Tagiare le mozzarelle a piccoli pezzi. Preparare l' impasto delle polpettine amalgamando tutti gli ingredienti, friggerle e passarle nel sugo per farle insaporire. Tagiare le melanzane a fette sottili, friggerle e, quando sono ancora calde, foderare un tegame tondo da forno. Lessare la pasta in abbondante acqua salata e scolarla a metà cottura. Dopo aver messo da parte un pò di sugo, condire la pasta con i vari ingredienti, sistemarla nel tegame foderato di melanzane e versare il sugo rimasto. Infornare in forno ben caldo per 30 minuti circa. Capovolgere il tegame in un piatto da portata, e porre al centro dello sformato di pasta un ciuffetto di basilico. Servire caldo